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venerdì, 25 settembre 2009

LA TRAVE E LA PAGLIUZZA

So di peccare di paraculaggine ma parlare di convivenze e famiglie allargate che rovinano i bambini in anni in cui l'associazione chiesa/pedofilia è ormai nel sentire comune come quella burro/marmellata mi pare un tantinello fuori luogo. Oppure denota grande senso dell'umorismo, fate voi.
postato da: Henrietta alle ore 18:00 | link | commenti (1)
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venerdì, 18 settembre 2009

IL CONFINE TRA GOSSIP, POLITICA E UNA CROCE UNCINATA

Videocracy non è un film per gli italiani. penso che dica molto di più a chi vive fuori dall'Italia e che di quello che succede da queste parti non sa nulla. Oppure si potrebbe dire che è un film per chi guarda troppa tv e legge poco o niente i giornali, che è poi come ripetere che è per colore che di quello che succede da queste parti non sanno nulla.
Però Lele Mora vale il prezzo del biglietto. Lele Mora è la vera star del documentario, secondo me. O magari l'ho pensato solo perchè l'unica cosa che non sapevo, di tutte quelle dette e viste nel documentario è che Lele Mora è fascista. Cioè un fascista vero, non come l'idea che dei fascisti hanno quei ragazzetti che vengono a venderti alla porta di casa quel giornale dal nome veterocomunista che non ha pubblicità e quindi te lo vorrebbero vendere a un milione di euro perchè, ehiehiehi, non ha pubblicità. Quelli lì, se non gli compri il giornale, pensano "Fascista!" anche se hai Che Guevara tatuato su una guancia (e non è il mio caso, dicevo per dire).
No, Lele Mora non è fascista solo perchè non compra il giornale "W i Soviet" o come si chiama ma perchè dice "Io sono mussoliniano" e anche "Berlusconi è un grande leader ma non è mussoliniano. Io sono mussoliniano" e poi fa sentire una musichetta fascista che ha sul cellulare, accompagnata da immagini che sfumano una sull'altra: croci celtiche, svastiche, ritratti di Mussolini, folle oceaniche. Commento: "Carino no?"
Carinissimo.
Poi c'è una fotografa vicina di Berlusconi che mostra il suo archivio di fotovipp. In una mi pare di vedere Lele Mora guancia a guancia con una ragazza carina. Carinissima. Sembra la Noemi di Berlusconi. O forse è Beatrice Borromeo? La cosa più stupefacente è l'attenzione che involontariamente ho fissato su quella faccia. Non vorrei dovermi chiedere cose così.
postato da: Henrietta alle ore 11:42 | link | commenti (1)
categorie: recensioni, diario
giovedì, 17 settembre 2009

OUTING: IO SONO PARANOICA

Stamattina ero in macchina bloccata in un ingorgo sopra un ponte. Guardavo l'acqua marrone che scorreva sotto e allora mi sono ricordata che ieri, su quello stesso ponte, avevo pensato di premunirmi da una brutta morte in caso di crollo aprendo il finestrino. Così se vado giù in acqua e sono ancora viva almeno esco dalla macchina che affonda e mi salvo a nuoto.
Ho aperto il finestrino.
Poi ho pensato che è una vergogna che io sia così nevrotica da aver paura che crolli il ponte. E in più piovigginava.
Ho richiuso il finestrino.
Ma allora non dovrei neanche scegliere il lato corridoio in aereo o controllare che ci sia il pavimento ogni volta che apro l'ascensore, prima di entrarci.
Insomma queste cose possono fare la differenza. Ho riaperto il finestrino. Morite voi, se volete, automobilisti stolti in coda sul ponte col finestrino chiuso.
postato da: Henrietta alle ore 16:59 | link | commenti (1)
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lunedì, 31 agosto 2009

BUONI PROPOSITI

Incontrare degli ostacoli durante una rovinosa caduta può fare male. Chi cade si ferisce, l'ostacolo si può danneggiare ma la caduta viene rallentata, in qualche caso  addirittura si interrompe, se l'ostacolo è sufficientemente resistente.
Una delle sensazioni più forti che ho è che nella sua rovinosa caduta verso il basso l'Italia non incontri più ostacoli. Di nessun tipo, neanche i sassolini. La discesa è incerata.
Si è estinto il concetto di "reazione" quello che dovrebbe far seguito, nella chimica del carbonio della quale noi facciamo parte, alla "azione". Senza neanche lo sfruttamento di ricercatori sottopagati siamo riusciti ad andare oltre la chimica del carbonio. Una conquista stupefacente sebbene tragica. La strada è aperta verso nuove conquiste e a questo punto si salvi chi può.
Capita di vedere distintamente la discesa incerata quando ci si trova in compagnia di persone apparentemente normali, che lavorano, indossano tutte le mattine vestiti puliti e dicono "grazie" sorridendo e magari fanno sacrifici per dare ai loro bambini tutto quello che possono e anche di più e tu non hai motivi per non stimare queste brave persone oneste finchè, durante una conversazione del tutto superficiale dimostrano una violenza inaudita e tu stai lì a chiederti chi è che ti sta davanti, con chi tratti tutti i giorni? Con la persona gentile e civile o con quello che candidamente annuncia che fosse per lui farebbe un bel falò di tutti i campi nomadi e dei loro occupanti? Con chi ti cede il passo in ascensore o con chi fissando il vuoto ti dice che a quella gran troia della sua ex, quella puttana, avrebbe volentieri spaccato la testa quando lo ha tradito,  fino a farla morire dissanguata. Però la amo ancora nonostante quello che mi ha fatto, quella cagna. E poi ride, perchè ha fatto una battuta e vorrebbe che ridessi anche tu, invece di stare lì a bocca aperta.
Una discesa incerata è lastricata di facce stupite. Dovremmo tutti cominciare a reagire con più indignazione di fronte alle persone "normali". Perchè quello che una volta restava nel lato oscuro della mente degli individui e non veniva mai fuori perchè si rischiava la disapprovazione altrui, oggi viene esibito, come segno di forza. E se il pensiero viene accettato è più facile giustificare l'azione, se non compierla.
postato da: Henrietta alle ore 10:21 | link | commenti (1)
categorie: attualitĂ , henriettapensiero
venerdì, 08 maggio 2009

UNA FOLLA OCEANICA

Succede che una settimana fa mi sia ritrovata, abbastanza controvoglia, al concerto del Primo Maggio, per fuggirne strapazzata un'ora dopo.
E da allora c'è una sola considerazione che mi frulla, sulla cosa. Ma di ottocentomila disperati che c'erano, quanti avevano un contratto che fosse qualcosa di più di un co.pro.?
I sindacati, insieme a tutti gli altri, hanno depredato la mia generazione (e quelle successive) del futuro e della dignità e in cambio cosa ci danno? Un concerto. Un concerto... piscio, un maxischermo sfocato, niente amplificazione ai lati della piazza. Diciamo un concerto o, come si dice Il Concertone.
Le molotov, ci vorrebbero. Altrochè. Anzi, visto che da queste parti siamo piuttosto pacifici, diciamo... una bottiglia di piscio. Che quello, il Primo Maggio, ne trovi in quantità.
Io ero lì... per motivi familiari, come per le assenze a scuola
postato da: Henrietta alle ore 12:42 | link | commenti (5)
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giovedì, 23 aprile 2009

VOGLIA DI CAMBIAMENTO. ECCESSIVA

Giornale radio, stamattina:

Berlusconi sarà donna il 25 aprile.

No, ho interpretato male io...

Berlusconi sarà ad Onna il 25 aprile.
postato da: Henrietta alle ore 15:06 | link | commenti
categorie: attualitĂ 
giovedì, 25 settembre 2008

CUCINA FUSION

Sulla questione del latte alla melammina in Italia, abbiamo una sola sicurezza: il ministro delle politiche agricole, Luca Zaia, non va al ristorante cinese. Come questo possa tutelare la tutela dei consumatori non lo so ma evidentemente neanche lui e neanche gliene importa dato che, come ha appunto dichiarato, lui non si pone il problema. Secondo questa logica, se, per esempio, il ministro dei trasporti fosse un abituale frequentatore di mezzi pubblici, alla domanda sui rincari delle RC auto, potrebbe rispondere "Chi se ne frega, io prendo il tram!" e il ministro della pubblica istruzione a una domanda sul suo ministero potrebbe esclamare "Guardi che io mi sono laureata più di dieci anni fa, ma che ne so?". E così via.
Dalla prossima legislatura propongo il controministro, cioè quello che, istituzionalmente, è contrario a ciò che il suo ministero dovrebbe trattare. Chissà, potrebbero venire fuori delle belle idee.
postato da: Henrietta alle ore 10:00 | link | commenti (2)
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venerdì, 05 settembre 2008

AUTOREFERENZIALITĂ€

Qui siamo personcine discrete e a dir la verità anche un po' tonte ma come Henrietto mi consiglia, dovrei farmi l'auto-marchetta, perchè a quanto pare ogni blogger che si rispetti si fa l'auto-marchetta.
Quindi, dopo attenta disamina di precedenti celebri e non, procedo anch'io a utilizzare questo spazio di riflessione e, se volete, comunicazione, per fare la promozione spiccia di una cosetta mia che si trova qui.
Non è la prima, non sarà l'ultima ma intanto, guardatevilla (se vi va, eh, mica per forza, insomma, il libero arbitrio innanzitutto).
postato da: Henrietta alle ore 15:47 | link | commenti (1)
categorie: autoreferenzialitĂ 
martedì, 26 agosto 2008

SIGNOR PRINCIPE, GRADISCA

Due volte l'anno Henrietto ed io andiamo a Palermo in macchina. Succede quando la vacanza è più lunga, a Natale e d'estate. È un vero viaggio da emigrati, con la macchina carica, la damigiana d'olio, i panini incartati. Certo, poi c'è il cotè intellettuale, con la pila di riviste da depositare a casa di mamma e papà, chè da noi non c'entrano tutte, e la selezione dei cd da ascoltare durante il tragitto. Il viaggio ha sempre lo stesso rituale: declamare ad alta voce le località che ci fanno ridere o ci ricordano qualcosa, la deriva filosofica che, inevitabilmente, ci prende a metà della Salerno-Reggio Calabria (e come potrebbe essere altrimenti?), io che canto il mio repertorio di cantautori cornuti, il traghettamento con le riflessioni ironiche sul ponte che crolla miseramente. Poi si arriva a Palermo e il viaggio è finito.

Quest'estate però il viaggio, almeno quello della fantasia, sembrava non finire mai, perchè un evento straordinario, direi quasi messianico, ci ha accolto al nostro arrivo: il Sultano dell'Oman. Il Sultano dell'Oman si può a buon diritto definire il protagonista assoluto dell'estate palermitana. Ciascuno aveva una propria versione della venuta del Sultano, basata sugli articoli del Giornale di Sicilia ma ampliata dai racconti, rigorosamente di primissima mano, di fattorini d'albergo, portuali, benzinai, cugini dell'amico della moglie del fratello e via discorrendo. Il seguito del sultano variava da 40 a 2000 persone, le sue mogli da una (ex) a venti. Le stratosferiche mance lasciate a chiunque erano roba da superenalotto e i rolex e i diamanti regalati a chicchessia. Sembrava Amarcord. E io adoro Amarcord, adoro Gradisca. La città era diventata Gradisca. Pare che ci fosse gente pronta ad "assaltare" lo yacht del Sultano, armata di bigliettini con richiesta di grazia, come quelli che si infilano nella teca di Santa Rosalia.
L'euforia causata dalla ricchezza del Sultano e dall'abbondanza dei suoi doni, veri ( a ospedali e uomini politici di spicco) o presunti (a camerieri che non ha incontrato, dal momento che non è neanche sceso dal suo yacht) ha continuato a imperversare anche dopo la sua partenza, avvertita da molti come la fine di una grande, magnifica opportunità.
Bando alle ondate di intolleranza anti musulmana che di tanto in tanto si accendono nel nostro paese, Palermo con gli arabi era un giardino, gelsomini, profumi d'oriente, moschee e tolleranza. Certo, si potrà obiettare che era mille anni fa, ma che importa, il tempo è ciclico, tutto torna. Il Sultano ci salverà, il sultano ci aiuterà, il sultano, mi hanno detto, tornerà.
postato da: Henrietta alle ore 10:10 | link | commenti
categorie: diario, attualitĂ , henriettapensiero
martedì, 05 agosto 2008

ASSONANZE

Accade ancora che per alcuni le parole in inglese siano più... come dire... più cool delle parole in italiano.
Sarà per questo che il nuovo canale televisivo del PD si chiama Youdem, che fa tanto Barak Obama e schiaccia l'occhio a Youtube, che si sa, attira i ggiovani. Ma solo io ho l'impressione che la parola Youdem, esterofila di sicuro, faccia pensare di più alla Knesset, al Likud, a Kadima?
Non è che volendo fare gli ammerigani per forza qualcuno è inciampato in una parola che suona più israeliana che altro? Ma l'italiano mai?
postato da: Henrietta alle ore 12:06 | link | commenti (3)
categorie: attualitĂ